Editoriale

2007 - Fibroscan: il futuro che diventa realtà

Il FibroScan è un dispositivo che utilizza onde elastiche e ultrasuoni. L’ecografo miniaturizzato permette di valutare la velocità con cui le onde elastiche raggiungono il fegato. Quanto più l’organo è duro tanto più velocemente l’onda elastica lo attraversa. Oggi è dunque possibile definire la durezza del fegato e quindi monitorare il danno epatico nel tempo senza dover ricorrere a misure invasive come la biopsia. Peraltro il FibroScan permette una valutazione più accurata del danno poiché soprattutto in presenza di cirrosi permette di evitare la sottostima del danno che prima si verificava nel 20-30% dei casi. Ma il vero campo di interesse è poter monitorare la risposta alla terapia antifibrotica o antivirale. In ogni caso l’introduzione di esami non invasivi cambierà lo scenario poiché permetterà di ridurre il numero di biopsie necessarie e di avvicinare pazienti altrimenti “difficili”.
Grazie alla sensibilità della Regione Piemonte l’esame, su indicazione dello specialista, può essere effettuato con impegnativa del Medico curante e nei casi previsti non è soggetto a Ticket!

Accurato, riproducibile, ripetibile e facilmente eseguibile, si affianca al nostro recente passato: la biopsia epatica

2007 - Abstract Boston 2007

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01/01/2003 - Il paziente con transaminasi normali

Circa il 25% dei pazienti con epatite C ha transaminasi normali ed un altro 40% ha transaminasi al di sotto di due volte il limite superiore della norma (< 80 U/L). Sebbene la maggior parte di questi pazienti ha una malattia istologicamente lieve alcuni di essi possono progredire verso una fibrosi avanzata e quindi verso la cirrosi. Gli esperti hanno opinioni diverse su come gestire la malattia in questi pazienti sia per quanto concerne la necessità della biopsia epatica sia per ciò che attiene al trattamento antivirale. In questi casi appare logico considerare molti aspetti prima di raccomandare il trattamento e fra questi meritano di essere sottolineati: il genotipo favorevole, la presenza di fibrosi epatica, la motivazione del paziente, i sintomi, la severità di comorbidità e l'età del paziente. Quando i pazienti con transaminasi normali o appena elevate sono trattati con monoterapia la loro risposta sostenuta non si discosta da quella che si ha nel paziente con transaminasi elevate. Studi che sfruttano la combinazione interferone pegilato più ribavirina sono attualmente in corso ed una volta ultimati permetteranno di precisare meglio l'atteggiamento da tenere in questa particolare categoria di pazienti.

 

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